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Bentley chiama la sua nuova auto ad alte prestazioni in onore della pioniera Mildred Bruce

Bentley chiama la sua nuova auto ad alte prestazioni in onore della pioniera Mildred Bruce

L’ultima coupé ad alte prestazioni di Bentley, soprannominata internamente “Mildred”, rende omaggio a una figura straordinaria degli albori della storia degli sport motoristici: Mildred Petre Bruce, un pilota le cui imprese sfidarono le convenzioni e stabilirono nuovi standard di resistenza negli anni ’20. L’auto, una macchina a trazione posteriore da 675 CV avvolta in fibra di carbonio, prende il nome non da un personaggio immaginario ma da una donna che ha tracciato una strada attraverso alcune delle sfide automobilistiche più estenuanti del suo tempo.

Dall’infanzia aristocratica alla leggenda del motorsport

Nata nel 1895, Mildred Petre sposò Victor Bruce, un collaudatore di AC Cars nel 1926. Non era semplicemente una passeggera; cresciuta con le moto e le auto, si è subito unita alle attività sportive del marito. I registri mostrano che era un’abile guidatrice, accumulando una serie di convinzioni di eccesso di velocità che sottolineano il suo approccio coraggioso all’automobilismo ad alta velocità.

Rompere le barriere nel Rally di Monte Carlo

L’impresa più audace della coppia avvenne nel 1927 quando parteciparono al Rally di Monte Carlo, partendo da John O’Groats, un brutale punto di partenza del nord. La loro AC Six tourer è arrivata sesta assoluta, guadagnando a Mildred la Coupe des Dames, un premio per le donne pilota. Questa non era solo una gara; fu l’inizio di un viaggio epico.

La resistenza attraversa i continenti

Invece di riposarsi, i Bruce proseguirono verso sud, attraversando Italia, Tunisia, Algeria, Marocco, Spagna, Portogallo e Francia prima di affrontare la pista sopraelevata di Montlhéry. Lì, hanno percorso una media di 50 miglia orarie su 1.600 miglia, stabilendo un nuovo standard per la resistenza. La pubblicità dell’epoca definì questa impresa “una prova davanti alla quale molti del cosiddetto ‘sesso più severo’ avrebbero potuto esitare”. Autocar è d’accordo, definendolo “la più grande guida mai vista da una donna”.

Superare i limiti: il circolo polare artico

Mildred e Victor non si sono fermati qui. In un’epoca in cui la maggior parte delle auto faticava su strade asfaltate, guidavano i loro AC Six il più a nord possibile, spingendosi anche attraverso tre chilometri di paludi per raggiungere una penetrazione a nord da record. Come scrisse la stessa Mildred, erano “penetrati più a nord di quanto qualsiasi macchina fosse mai stata prima”.

Un’eredità duratura

I risultati di Mildred non sono passati inosservati. È diventata la scrittrice di automobilismo femminile abituale di Autocar e la coppia ha concluso l’anno con un record di 15.000 miglia senza sosta a Montlhéry, battendo il record precedente di quasi due giorni interi. Nonostante un ribaltamento a metà corsa, hanno perseverato, consolidando il loro posto nella storia dell’automotive.

“Il coraggio britannico e un’auto britannica suscitano l’entusiasmo dei francesi”, ha dichiarato Autocar, sottolineando la resistenza della coppia alla pioggia, alla nebbia, al freddo e persino a un incidente.

La decisione di Bentley di intitolare la sua ultima vettura ad alte prestazioni con il nome di Mildred Bruce è appropriata. Era uno spirito pionieristico che ha ridefinito ciò che era possibile al volante, spingendo oltre i limiti e sfidando le aspettative in un’epoca in cui le donne erano spesso escluse dagli sport motoristici.

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