Il veicolo definito dal software: rivoluzione industriale o parola d’ordine del marketing?

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Nelle recenti vetrine automobilistiche e nelle conferenze stampa, un nuovo termine ha iniziato a dominare la conversazione: il “Software-Defined Vehicle” (SDV). Tuttavia, quando si chiede una definizione precisa, anche gli ingegneri e i dirigenti responsabili di queste macchine spesso rispondono con ambiguità.

Sebbene il termine venga utilizzato in modo aggressivo dai principali attori, come BMW con i suoi prossimi veicoli elettrici Neue Klasse, rimane un divario significativo tra l’hype di marketing e una realtà tecnica e tangibile.

Definire il concetto

Fondamentalmente, la definizione industriale di veicolo definito dal software suggerisce un cambiamento fondamentale nel modo in cui le automobili vengono costruite. Secondo i dirigenti del settore, il concetto rappresenta un “cambio di paradigma” in cui:

  • L’hardware è disaccoppiato dalla funzionalità: le funzionalità principali non sono più strettamente “cablate” nei componenti fisici.
  • Innovazione continua: invece di un’auto “finita” nel momento in cui lascia la fabbrica, le sue capacità possono essere migliorate tramite aggiornamenti over-the-air (OTA).
  • Gestione del ciclo di vita: Nuovi servizi e funzionalità possono essere implementati durante l’intera vita del veicolo, proprio come uno smartphone riceve nuove funzionalità del sistema operativo.

La realtà del software nella guida moderna

Per capire perché questo termine sembra così vago, è utile osservare come il software permea già l’esperienza automobilistica. Possiamo classificare questa influenza in due aree distinte:

1. Dinamica del veicolo ed esperienza di guida

Quasi tutti i veicoli moderni utilizzano software per mediare il rapporto tra conducente e macchina. Anche nelle auto altamente meccaniche, il software determina la risposta dell’acceleratore per bilanciare le prestazioni con la conformità alle emissioni.

Nei modelli più avanzati assistiamo all’ascesa della tecnologia “by-wire”. Quando un’auto utilizza l’acceleratore, la frenata o lo sterzo elettronici, il conducente non interagisce più direttamente con i collegamenti meccanici. Invece, il driver fornisce un input che il software interpreta, il che poi comanda all’hardware di agire. Secondo questa logica, quasi tutte le auto moderne potrebbero essere definite “definite dal software”.

2. Sistemi non di guida

Oltre alla meccanica del movimento, il software controlla quasi tutti i sistemi secondari di un veicolo. Dal controllo del clima all’infotainment e persino alle funzioni di base dell’abitacolo come i ventilatori, il codice determina il comportamento di questi componenti. Sebbene questi sistemi siano “controllati dal software”, raramente sono descritti come “definiti dal software” perché non rappresentano un cambiamento nell’architettura fondamentale del veicolo.

Perché la distinzione è importante

La confusione nasce dalla differenza tra controllato dal software e definito dal software.

Un’auto “controllata dal software” utilizza il codice per gestire l’hardware esistente. Un veicolo “definito dal software”, in teoria, è quello in cui l’hardware è una piattaforma flessibile e il valore dell’auto deriva dal software in esecuzione su di essa.

Lo scetticismo delle agenzie di progettazione e degli ingegneri nasce dal fatto che il “valore aggiunto” rimane oscuro. Se un’auto è veramente definita dal software, l’hardware dovrebbe essere secondario rispetto all’esperienza digitale. Tuttavia, per molti consumatori ed esperti, il settore deve ancora dimostrare che questo cambiamento offra qualcosa di più di un modo più sofisticato per vendere abbonamenti e aggiornamenti digitali.

La domanda centrale rimane: il veicolo definito dal software è un vero salto nell’ingegneria automobilistica o è semplicemente un modo per rinominare la crescente complessità dei sistemi digitali?

Conclusione
Mentre l’industria si muove verso un futuro in cui il software determina le capacità di un veicolo, il termine “definito dal software” attualmente si trova in un’area grigia tra l’evoluzione tecnica e il gergo del marketing. Fino a quando l’industria non riuscirà a dimostrare chiaramente come questo cambiamento cambi radicalmente l’esperienza dell’utente al di là dei semplici aggiornamenti, rimane un concetto in cerca di una definizione.